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Parco Nazionale dell’Alta Murgia

Il B&B Le Dimore del Garibaldi e il Comune di Cassano delle Murge rientrano nei territori del Parco Nazionale dell’Alta Murgia: uno dei due parchi nazionali presenti in Puglia. Una grande area protetta che si estende per 68.000 ettari e comprende al suo interno 13 Comuni.

Il Parco è un autentico scrigno di biodiversità, un paradiso da esplorare per gli amanti dell’ambiente e per tutti coloro che vogliono scoprire la genuinità delle tradizioni e della vita contadina.

La Murgia è un altopiano caratterizzato dalla importante presenza del fenomeno carsico: innumerevoli fiumi sotterranei creati nel tempo dalla penetrazione attraverso le rocce calcaree delle acque piovane. A questo si devono la tantissime grotte e caverne presenti in tutto il territorio.
Se la “bassa murgia” ospita in maggioranza un terreno fertile e coltivato – soprattutto con colture come l’ulivo, la vite e il mandorlo – la “alta murgia” è caratterizzata da un paesaggio brullo e roccioso storicamente incolto o utilizzato per il pascolo. Tutto il territorio murgiano è caratterizzato dalla presenza di pietre: il termine “Murgia” è appunto una derivazione del termine latino “Murex” che significa appunto “roccia”.

Il clima del Parco, e della murgia in generale, è di tipo sub-mediterraneo, con inverni freddi ed estati calde e secche. Le stagioni preferibili per ammirare in toto le ricchezze di flora e fauna sono l’autunno e la primavera. In questi periodi soprattutto è possibile apprezzare la incredibile copiosità delle specie. Sono circa 15.000 le differenti varietà vegetali presenti nel Parco dell’Alta Murgia. Tra queste primeggia – per il gran numero di esemplari differenti – l’orchidea.
Numerose sono anche le specie animali che – circa 140 – il Parco ospita stabilmente. Insetti, uccelli, anfibi, rettili. Le specie che si possono annoverare descrivendo l’avifauna del Parco sono circa 120: un vero tesoro per gli appassionati di birdwatching. Lo stesso marchio del Parco raffigura un rapace molto diffuso in queste zone: il nibbio reale. Come il nibbio, molte altre specie affollano i cieli di questi luoghi come i rapaci – come il falco grillaio o la civetta o il biancone, l’upupa o il gufo – o i tanti passeriformi.

Ma il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è un luogo dove poter osservare indisturbati anche i segni del tempo, del trascorrere delle epoche e della presenza dell’uomo: le impronte di ben 5 diverse specie di dinosauri sono presenti in ritrovamenti su rocce calcaree e sono risalenti a circa 80 milioni di anni addietro. Ma anche la storia del passaggio antico dell’uomo è una presenza ben visibile nel Parco come dimostrato dai ritrovamenti archeologici in grotta di Lamalunga dove è possibile vedere tracce umane vecchie di circa 150 mila anni.
Questo territorio viene definito spesso un “parco rurale”: un luogo unico dove l’ambiente ha segnato profondamente lo stile di vita dell’uomo, ma al contempo un luogo in cui sono evidenti anche ad uno sguardo distratto le tracce di un popolo che ha anche plasmato il territorio per adattarlo alle proprie esigenze, senza mai stravolgerlo. Di questo abbiamo costanti riscontri apprezzando le tipiche forme dell’architettura “rurale”: le grandi masserie, gli jazzi, i mungiturri, le neviere e le poste. L’uomo ha dunque plasmato questi territori e ne ha lasciato segni indelebili e tutt’ora utilizzati, come i tratturi: caratteristici sentieri erbosi anticamente utilizzati per la transumanza delle greggi.